STORIE · MONTE BIANCO · 1956–1957
Vincendon & Henry.
Monte Bianco, inverno 1956–1957. Un’ascensione, un tentativo di salvataggio e una svolta nel soccorso alpino.

Un’ascensione invernale.
Il 22 dicembre 1956, il francese Jean Vincendon e il belga François Henry lasciano l’Aiguille du Midi. Il loro obiettivo è il Monte Bianco attraverso lo Sperone della Brenva, sul versante italiano. Il percorso li porta verso La Fourche, poi sui pendii più alti della montagna, prima della discesa. Quella che inizia come un’ascensione invernale diventa una lotta per tornare.
La tempesta.
Il maltempo rallenta la loro progressione. Nel massiccio incontrano Walter Bonatti, ma non riescono a rientrare a valle. Senza notizie dei due, il 26 dicembre viene dato l’allarme. Le ricerche aeree iniziano il giorno seguente. Alla fine vengono avvistati dal Brévent. Ora si sa dove sono. Raggiungerli è un’altra cosa.

Visibili, ma irraggiungibili.
A Chamonix, le famiglie aspettano mentre i giornalisti seguono i tentativi di soccorso. I binocoli permettono di vedere gli alpinisti, ma non accorciano la distanza sul terreno. Lionel Terray guida una squadra a piedi. È costretta a ripiegare verso i Grands Mulets. Anche gli elicotteri dipendono dalle schiarite e dalla possibilità di atterrare.
L’elicottero diventa un riparo.
Il 31 dicembre, un Sikorsky H-34 tenta di raggiungerli. La neve polverosa sollevata dal rotore nasconde il terreno e il velivolo precipita nelle vicinanze. Tutti e quattro gli occupanti sopravvivono. I soccorritori raggiungono Vincendon e Henry, ma i congelamenti rendono il loro trasporto estremamente difficile. Li sistemano nel relitto. L’elicottero che avrebbe dovuto portarli via diventa il loro riparo.

Due gruppi da soccorrere.
L’equipaggio e i soccorritori raggiungono il Vallot; i due alpinisti rimangono nel relitto. Il 3 gennaio 1957, elicotteri Alouette II evacuano gli uomini al Vallot. Vincendon e Henry non vengono riportati a valle. Le operazioni si concludono quel giorno. I loro corpi saranno recuperati solo a marzo.
Ciò che cambiò dopo.
La tragedia mette in luce le carenze di coordinamento tra le diverse organizzazioni di soccorso. Contribuisce a una riforma: il 1° novembre 1958 viene istituita a Chamonix un’unità della gendarmeria specializzata nel soccorso in montagna. Dietro quel cambiamento istituzionale rimangono due nomi e la domanda che attraversa questa storia: come salvare persone che si vedono sulla montagna, ma che non si riesce a raggiungere?
Fonti
Gendinfo · Service historique de la Défense AHA · Vincendon & Henry, 1956 Le Monde · 3 gennaio 1957 Archives Philippe Gaussot
Per approfondire: Yves Ballu, Naufrage au Mont-Blanc.